Dall’anno della costituzione ufficiale Gondwana- Coscienza e Solidarietà – Bewusstsein und Solidarität  ha instaurato un rapporto organico e costante con la PAB (Provincia Autonoma di Bolzano) e ha partecipato regolarmente ai Bandi della Cooperazione Internazionale.

Di seguito una breve descrizione dei progetti approvati e gestiti in Tanzania in collaborazione con la PAB (Provincia Autonoma di Bolzano)

MKATE MZURI – Un pane Buono - 2021

Nel 2022 sono state avviate le attività relative al progetto “Mkate mzuri – UN PANE BUONO” finanziato dalla PAB nel 2021. Il progetto mira ad offrire un supporto ai due centri di Riabilitazione, in particolare quello di Mbeya (Regione omonima) e quello di Dar Es Salaam (Distretto di Kinondoni, quartiere di Kawe) in riferimento alle problematiche della malnutrizione dei bambini con disabilità, alla necessità di incrementare le attività formative per lo staff dei 2 centri e per le famiglie dei bambini con disabilità e sostenere le azioni volte al sostegno delle attività domiciliari. In riferimento ai 17 Obiettivi di Sviluppo sostenibile approvati dall’ONU nel 2015 riteniamo che questo progetto possa favorire il raggiungimento di tre di questi obiettivi:
  1. il superamento della povertà,
  2. la buona salute,
  3. la parità di genere.
Più specificamente il progetto intende operare nella cornice della Sanità, dei diritti delle persone con disabilità e dei diritti della donna. Destinatari: Il progetto si rivolge a un target sociale di: – 250 bambini con disabilità, residenti nei territori delle Regioni di Mbeya e di Dar Es Salaam; – 300 mamme di bambini con disabilità che verranno formati sulla terapia contro la malnutrizione e la gestione dei problemi della disfagia dei bambini con paralisi cerebrale infantile; – 16 operatori sanitari che verranno aggiornati in merito alle questioni della malnutrizione; – 16 operatori sanitari della riabilitazione che verranno aggiornati in merito alle questioni della disabilità e delle tecniche della riabilitazione   Partner locale:
  • Comunità Solidali nel Mondo, Organizzazione non governativa di diritto tanzaniano;
  • Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea
  • SHALOM, Development Organization /CARITAS DI MBEYA NGO Tanzania
Località dell’intervento: Mbeya (Regione omonima) e quello di Dar Es Salaam (Distretto di Kinondoni, quartiere di Kawe).

KUWAJIBIKA- Farsi carico - 2020

Con questo progetto abbiamo offerto un supporto ai due centri di Riabilitazione, in particolare quello di Mbeya (Regione di Mbeya) e quello di Dar es Salaam (Distretto di Kinondoni, quartiere di Kawe).

La metodologia della Riabilitazione su Base Comunitaria (CBR – Community Based Rehabilitation, OMS), che ispira l’azione e le attività dei 2 Centri, ha come obiettivo infatti la restituzione di competenze ai familiari dei bambini con disabilità e prevede una presenza degli operatori delle riabilitazione nei quartieri della città di Mbeya e nella metropoli di Dar a supporto delle famiglie con bambini disabili. Molto spesso infatti, le distanze dal Centro di Riabilitazione, il costo elevato dei mezzi di trasporto e la povertà di risorse di queste famiglie relegano i bambini con disabilità in un isolamento e una scarsità di interventi che ne compromettono la possibilità di un inserimento effettivo nel contesto sociale e vitale come cittadini.

Attraverso le attività del progetto sono stati offerti servizi domiciliari alle famiglie e ai bambini con disabilità, formati operatori di base e operatori professionali per essere sempre più adeguati ai compiti di intervento nelle situazioni complesse in cui è richiesto il nostro contributo.

 

Le attività hanno integrato i servizi messi a disposizione dal Centro Simama di Mbeya  e il Centro di Riabilitazione A. Verna – Kila Siku  di Dar Es Salaam. I due centri disegnano una strategia complessiva orientata all’inclusione sociale della persona con disabilità nei sistemi fondamentali della salute e della riabilitazione, dell’istruzione, del lavoro, della partecipazione sociale attraverso la cultura e lo sport.

ATTIVITÁ

Formazione alle gestanti

Obiettivo della formazione è stato sensibilizzare ed educare 320 gestanti del Dispensario Antonia Verna e del Centro Simama sulla prevenzione della disabilità e per far in modo che in caso di sospetta disabilità le famiglie sappiano immediatamente a chi rivolgersi.

La formazione si è incentrata sulla prevenzione della disabilità con particolare riguardo a quattro aspetti:

  • l’importanza di frequentare la clinica con regolarità sin dai primi mesi di gravidanza,
  • l’importanza di partorire in ospedale,
  • una corretta alimentazione durante la gravidanza e la composizione di un pasto completo,
  • comportamenti adeguati durante la gravidanza per evitare che nasca un bambino con disabilità

Formazione ai genitori.

Sono state promosse nelle 2 sedi del progetto 40 giornate formative rivolte a 436 genitori di bambini con disabilità presi in carico dai 2 Centri di Riabilitazione.

Sono stati avviati dei moduli formativi per le paralisi cerebrali:

  • la comprensione della paralisi cerebrale e le differenti tipologie;
  • il posizionamento dei bambini con paralisi cerebrale;
  • le abilità comunicative;
  • le competenze ADL (activities of daily living) per favorire l’autonomia del bambino e l’alimentazione con una dieta equilibrata;
  • la comprensione delle disabilità intellettive e le differenti tipologie;
  • tecniche per sviluppare l’apprendimento e la consapevolezza dei bambini con disabilità intellettiva;
  • migliorare le abilità comunicative dei bambini con disabilità intellettiva.

Formazione agli operatori di base della riabilitazione

La formazione delle operatrici e degli operatori di base è parte essenziale della strategia della RBC – Riabilitazione su base comunitaria.
Per questo è necessario gestire la formazione ai CRW – Community Rehabilitation Worker’s – in modo sistematico in tutte le sedi afferenti al nostro programma:

Sono state pertanto promosse 15 giornate formative rivolte a 20 operatrici e degli operatori di base.
I contenuti formativi sono stati centrati sull’imparare a differenziare, individuare e trattare con un programma adeguato tre disabilità frequenti nei bambini e molto simili: ADHD, l’ Autismo e la Disabilità Intellettiva. Ogni disabilità è stata affrontata singolarmente e successivamente sono state evidenziate le caratteristiche e le differenze. Infine, sono stati individuati dei bambini che frequentano i centri riabilitativi con ognuna di queste disabilità per far capire meglio alle operatrici la differenza e poi proporre esempi di trattamento riabilitativo.
Successivamente sono state approfondite le disabilità visive come disabilità secondaria alla paralisi cerebrale infantile. Il medical doctor ha spiegato le cause e le caratteristiche delle problematiche visive, come la differenza fra ipovisione e cecità. Mentre il terapista ha spiegato come inserire nei trattamenti riabilitativi esercizi specifici per questa tipo di disabilità.

Promozione della Community Based Rehabilitation Durante tutto l’anno oltre agli incontri con le autorità locali e i cittadini. La promozione della CBR è stata realizzata anche all’interno delle scuole del Distretto di Kinondoni dove si sono tenuti degli incontri rivolti agli insegnanti e agli studenti. Ai primi sono stati spiegati i diritti dei bambini con disabilità in relazione soprattutto all’ambiente scolastico facendo riferimento sempre alla legge tanzaniana sulla disabilità (il Disability Act, 2010) che promuove l’educazione inclusiva. Sempre con gli insegnanti sono state affrontante le difficoltà che riscontrano nell’insegnare ai bambini con disabilità e date le possibili soluzioni. Agli studenti, invece è stato fatto proiettato un cortometraggio sull’inclusione scolastica sul quale poi si è discusso insieme affrontando tutte le tematiche principali. Inoltre è stato chiesto ai ragazzi se conoscevano qualche bambino con disabilità e in caso di risposta affermativa sono stati dati i contatti del Centro per un eventuale invio.

Casa Aperta - Ostello per le mamme con i bambini con disabilità  e per volontari di supporto al Centro di Riabilitazione Kila Siku - Dar Es Salaam -2019

Il progetto ha lo scopo di costruire un Ostello per offrire un supporto logistico ogni anno a circa 100 famiglie di bambini con disabilità provenienti dalle zone limitrofe della capitale tanzaniana che, considerata la rete dei trasporti locale e il costo per gli spostamenti, sarebbero impossibilitati a frequentare cicli di terapia e di interventi specifici. L’ostello inoltre offrirà l’ospitalità ogni anno a circa 15/20 professionisti volontari (fisioterapisti, medici neuropsichiatri infantili, fisiatri ecc.) che vengono dall’Italia per brevi periodi (dalle 2 settimane ai 3 mesi) e che metteranno a disposizione competenze, attrezzature e materiali utili per un supporto alle attività del Centro e per la formazione del personale locale del Centro di Riabilitazione “Kila Siku”.

Considerata la penuria di professionisti della riabilitazione nella nazione africana e la scarsa preparazione specifica di molti operatori che lavorano nel Centro (specialmente gli operatori di base), la presenza di professionisti italiani potrà fornire – gratuitamente – servizi di supporto di elevata qualità al Centro.

Care na jamii – Cura e comunità- 2017

Attraverso il progetto “Care na Jamii” sono stati rafforzati i servizi di assistenza domiciliare e di supporto per l’inclusione scolastica rivolti a bambini con disabilità che risiedono nei contesti rurali e che soffrono quasi sempre, anche a causa delle cattive condizione economiche del proprio nucleo familiare e della pressoché totale assenza di presidi e ausili alla mobilità, forme di semi confinamento presso il proprio domicilio.

Attività realizzate

1.Un censimento della popolazione con disabilità motoria e psichica – A seguito di un censimento nei 10 villaggi della regione di Njombe ancora non raggiunti dal servizio di riabilitazione gestito dal Centro di Inuka è stato possibile fare una indagine più approfondita sulle patologie di 20 bambini con disabilità. Dal censimento emerge che i bambini osservati sono di età compresa tra gli 0 e i 4 anni; pochi invece i maggiori di 5 anni. Questo dato potrebbe dipendere dal fatto che la giornata mamma-bambino è frequentata da bambini dagli 0 ai 5 anni. Tra i bambini individuati il 40% era affetto da ritardo dello sviluppo, il 30% da ritardi del linguaggio, il 15% da deformazioni ossei e il 15% da paralisi cerebrali. Grazie al censimento 5 di questi bambini sono stati presi in carico dal Centro Inuka per una valutazione, un bambino ha partecipato alla settimana di riabilitazione intensiva.

 

 

2.Sono stati realizzati 12 incontri comunitari nei 10 villaggi censiti (Ilunda, Wanging’ombe, Ikingula, Utiga, Soliwaya, Uhambule, Msibazi, Igula, Ujindile, Ilembula) con oltre 100 genitori di bambini con disabilità, caregiver o con le stesse persone con disabilità con lo scopo di sensibilizzare i partecipanti sui temi della disabilità. Dopo l’illustrazione e la presentazione della legge sulla disabilità del 2010 (focalizzando l’attenzione sui diritti dei bambini disabili), della relazione tra disabilità e credenze popolari, sono state presentate le tipologie di disabilità più frequenti in modo da permettere ai genitori più strumenti per la prevenzione e per riconoscere la disabilità dei bambini.

3. E’ stato avviato un accurato lavoro di sensibilizzazione dedicato alle madri dei ragazzi con disabilità affinché non rimanessero isolate. La conoscenza reciproca è stata particolarmente utile alla condivisione dei problemi, al riconoscimento che le criticità sono comuni a tutte le famiglie con bambini disabili. A seguito di questi incontri si sono formati 5 gruppi di mutuo-aiuto che rappresentano una occasione preziosa per migliorare lo stato di benessere di questo tipo di famiglie e per migliorare lo stato di salute del figlio disabile.

4. E’ stata promosso un’attività domiciliare, durata un anno, con un’equipe sanitaria (3 fisioterapisti, 1 psicologo, 1 assistente sociale, 1 medico, 1 terapista occupazionale e 10 operatori di base della riabilitazione) che ha svolto un lavoro capillare con oltre 1000 visite domiciliari e prendendo in carico 386 individui di cui 306 bambini e ragazzi di età inferiore a 14 anni.

5. E’ stato infine promosso un corso di formazione per tecnici ortopedici necessario per aggiornare i tecnici sulle nuove metodologie di costruzione degli ausili. Il training di 300 ore è risultato decisamente molto utile perché improntato sulla costruzione di protesi ed ortesi utilizzando materiali e tecniche molto più facili e funzionali. Nello specifico il corso ha permesso ai tecnici di Inuka di imparare a fabbricare protesi transtibiale in due modi diversi (monolimb e modular), protesi transfemorale (tecnica modular), protesi transradiale (mioelettrica con sensori). La formazione è stata utile per aver favorito l’utilizzo di un materiale più resistente e più economico con un minor tempo per la realizzazione delle protesi.

Il vantaggio immediato della formazione risulta dal fatto che ora i tecnici ortopedici del Centro Inuka potranno costruire un numero maggiore di ausili ortopedici nella stessa unità di tempo.

Haki Sawa -  Uguali diritti - 2016

Il progetto HAKI SAWA è stato concepito ed è stato realizzato con due priorità principali:
A) Il potenziamento dei servizi specialistici di riabilitazione, diversificati in base alla patologia primaria e alle patologie secondarie, in grado di ridurre del’80% il numero di casi complessi e prendendo in carico almeno 300 pazienti della Regione di Njombe.
B) Il rafforzamento di competenze specialistiche di diagnosi e trattamento clinico-fisioterapico allo staff dell’Inuka Center.

L’esito delle attività progettuali ha garantito il raggiungimento degli obiettivi oltre le aspettative. Il centro di INUKA è a tutti gli effetti un “District rehabilitation facilities”, status riconosciuto dalla portata di pazienti registrati nel 2016/2017, provenienti non solo dal Distretto di competenza ma anche dalle regioni limitrofe a quella di Njombe. Un elemento che rafforza il riconoscimento della struttura come punto di riferimento nazionale è anche l’aumento della richiesta, da parte di altre strutture sanitarie, dello staff INUKA per effettuare dei training all’équipe dei loro centri. Dunque oltre al rafforzamento delle competenze dello staff INUKA, è stato possibile mettere a disposizione le loro competenze organizzando dei moduli formativi per rafforzare anche altre figure professionali della zona.

Tra le attività realizzate.

1)   Aggiornamento professionale e trasferimento di competenze allo staff dell’Inuka Center di Wanging’ombe:
É stato avviato un Piano di formazione 2016/17, per 160 ore di formazione d’aula, seminari e training on the job rivolto a 30 partecipanti.

Il piano è stato concentrato su tre aree:

  • Training sulla prevenzione un seminario della durata di cinque giorni focalizzato sul tema della disabilità e le sue componenti (tipologie disabilità, diagnostica, prevenzione, trattamento).

 

  • Training sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità orientato a rinforzare le competenze di dieci lavoratori, di cui quattro persone con disabilità, occupate nel frantoio sociale di Inuka, un’attività generatrice di reddito, avviata nel 2013 a sostegno del centro di riabilitazione.
  • Training on the job:  Inuka ha promosso un’iniziativa strategica con l’ospedale regionale di Iringa. Più specificamente un fisioterapista italiano – con esperienza ventennale all’interno del sistema della riabilitazione RBC in Tanzania –  ha affiancato 8 operatori del Centro Inuka per valutazioni singola e/o in gruppo dello staff in una situazione reale.

2)   Implementazione del Laboratorio (workshop ausili): realizzazione di un ciclo di investimenti strumentali e installazioni per adeguare il Laboratorio ausili agli standard di Centro distrettuale come da Linee Guida sulla Riabilitazione su Base Comunitaria 2015

Il Laboratorio ausili del centro INUKA è stato avviato grazie al progetto TALITA KUM, approvato dalla Provincia Autonoma di Bolzano nel 2013. Attraverso la proposta progettuale “Haki Sawa” è stata avviato il potenziamento del laboratorio attraverso l’acquisto di un generatore, Suction Machine (macchina aspiratrice) per la lavorazione dei materiali termoplastici, Vertical driller (perforatrice verticale), forno a infrarossi per termoplastici.

3)   Costruzione di un network sanitario con altri Centri di riabilitazione dell’area e posizionamento dell’Inuka center come centro distrettuale di invio di casi complessi

Il progetto ha previsto la realizzazione di un sito web bilingue inglese e swahili sull’Inuka Center e i suoi servizi (http://www.inukacbr.org/) e una pagina Facebook   Inuka Southern Highlands CBR in lingua swahili, in quanto canale di accesso facile, moderno e di uso quotidiano per moltissimi utenti della comunità. La creazione di questi canali di comunicazione, oltre ai materiali illustrativi, ha facilitato la realizzazione delle campagne di comunicazione e ingaggio.

4)   Avvio presso l’Inuka Center e sul territorio rurale di Njombe di servizi secondo standard riabilitativa Centro distrettuale

Le campagne di comunicazione alla cittadinanza sui nuovi servizi ha permesso l’ingresso al centro di oltre 100 utenti in più in poco più di 6 mesi. La frequenza e l’aumento dei trattamenti attesta l’upgrade di Inuka Center dallo standard di “Community rehabilitation facilities” allo standard di “District rehabilitation facilities”, soprattutto in relazione all’aree di provenienza dei beneficiari del progetto, che non si limitano a coprire i villaggi del Distretto bensì di più regioni.

“Kuwa Jamii – Essere Comunità"

Il progetto “Kuwa Jamii – Essere Comunità” è intervenuto nel settore socio sanitario del sostegno alla persona con disabilità e alla sua famiglia.

Dopo l’avvio del programma Inuka e del relativo centro di riabilitazione si è evidenziata l’esigenza di dare continuità alle cure avviate e di avviare azioni comunitarie di prevenzione della “disabilità evitabile” a seguito di una inadeguata gestione sanitaria della gravidanza o del parto, ovvero di una diagnosi intempestiva della disabilità con conseguente ritardo nell’accesso alle necessarie cure.

Il progetto ha sviluppato:

  • attività di capacity building rivolti al personale sanitario operante nei villaggi,
  • azioni di sensibilizzazione territoriale per il riconoscimento e l’invio precoce ai servizi sanitari di sospetti casi di disabilità,
  • attività volte a migliorare le condizioni socio-sanitarie dei bambini e degli adolescenti disabili,
  •  maggiori chances di integrazione sociale delle persone con disabilità nel proprio contesto di vita,
  •  maggiori possibilità di aumento delle autonomie di base e avanzate.

Destinatari del progetto sono stati oltre 300 persone con disabilità, di entrambi i sessi ed età compresa tra i 0 e i 40 anni, (paralisi cerebrali infantili, paralisi del plesso brachiale, spina bifida, miopatie e neuropatie, ecc.). Sono stati inoltre coinvolte nella formazione e nelle attività di prevenzione più di 50 operatori del settore sanitario, 250 famiglie e 30 insegnanti.

In particolare sono stati realizzati:

  • Corso di formazione per 20 CRW’s (Community Rehabilitation Workers- operatori di base della riabilitazione), focalizzato sulle azioni di prevenzione della disabilità nei villaggi.
  • Campagna di informazione sulla diagnosi precoce indirizzata al personale sanitario dei Centri ostetrici e neonatali. Le attività hanno coinvolto circa 25 operatori tra il personale addetto di ostetricia e ai nuclei sanitari che seguono la nascita dei bambini. La campagna si è focalizzata sull’offerta di strumenti predittori (indice di Apgar, pianto neonatale, stati febbrili) la cui presenza o assenza è in grado di predire precocemente un disordine o una disabilità.
  • Campagna di informazione alle gestanti e giovani coppie.
E’ stato promosso infatti un evento che ha coinvolto i rappresentanti dei più importanti esponenti del contesto – capo-villaggi, parroci e rappresentanti religiosi luterani e islamici – a cui hanno partecipato oltre 120 gestanti e 23 giovani coppie.

 

Inoltre è stato effettuato un ciclo di formazione di 3 giorni sull’inclusione scolastica dei bambini con disabilità a 30 insegnanti provenienti da 30 scuole primarie della Regione di Njombe. :

  1. Promozione della Community Based Rehabilitation, raccolta e presa in carico delle richieste. E’ stata avviata con successo un’azione che ha raggiunto almeno 200 destinatari, bambini e adolescenti con gravi disabilità in età 0-17 anni che sono stati inseriti presso i 7 Centri Socio-Riabilitativi disseminati sull’area, con una presa in carico comprendente l’inserimento presso i Centri combinato col trattamento domiciliare o il solo trattamento domiciliare, più eventuale invio al Centro Riabilitativo di Wanging’ombe per settimane di trattamento intensivo residenziale (WIT – Weekly Intensive Treatment).
  2. Realizzazione di corsi di formazione presso i Centri Socio-Riabilitativi, rivolti alle mamme dei bambini accolti e alle altre madri di bambini con disabilità: E’ stata intrapresa un’azione di formazione rivolta alle mamme dei bambini con disabilità, siano essi già presi in carico che non ancora inseriti nei servizi. Sono stati promossi 4 corsi che hanno visto  la partecipazione di 25 madri per corso e che ha consentito un’adeguata individualizzazione della formazione sulla casistica presente in aula, parte della quale già ben conosciuta in quanto presa in carico presso i servizi.

Talita Kum - Alzati -2014

Il progetto ha raggiunto l’obiettivo di supportare la salute ed i diritti di oltre 300 persone con disabilità residenti nella Regione di Njombe e nelle regioni limitrofe (istruzione, lavoro e attività comunitarie). Nei 18 mesi di realizzazione del progetto sono stati avviati protocolli riabilitativi basati sulla rieducazione o correzione articolare o muscolare mediante ausili ortopedici quali tutori per gli arti inferiori o superiori per oltre 1000 persone con disabilità Più in particolare questi i risultati raggiunti:
  • Trasferimento di competenze di tipo artigianale per la produzione di ausili in legno, pelle, metallo e tubolare: formazione del personale locale, rivolta da esperti locali per 352 ore ai due tecnici del laboratorio e per 176 ore a due tecnici fisioterapisti
  • Trasferimento di competenze di tipo sanitario per la produzione e applicazione di ausili ortopedici in termoplastica in numerose patologie motorie;
  • Avvio di un laboratorio artigianale specializzato in ausili in legno e termoplastici. I mezzi acquisiti, come da programma, sono stati acquisiti da fornitori specializzati della Tanzania, ubicati nella regione più sviluppata a nord del Paese in Arusha, con esclusione di alcuni macchinari irreperibili in loco che sono stati invece acquistati in Provincia di Bolzano direttamente da Gondwana Bewusstsein und Solidarität (Pialla Combinata, Sega a nastro e accessori, materiali per montaggio attrezzature, Seghetto alternativo, Affilatrice) e di un ordinativo di materiale termoplastico acquistato dal partner Gondwana Associazione di Cooperazione e Diplomazia Popolare, costatata la momentanea indisponibilità di questi prodotti in Tanzania.

 

  • Startup rete di distribuzione interregionale degli ausili in legno e termoplastici presso ospedali, strutture sanitarie e altre ONG operanti nell’ambito della disabilità. Sono stati rilevati 62 Centri, tra grandi ospedali regionali (Referral Hospital), ospedali distrettuali, centri specialistici e dispensari medici. 50 di questi Centri, distribuiti nelle tre regioni degli altopiani del sudovest (Iringa, Njombe, Mbeya) sono stati raggiunti da comunicazioni sul progetto e dalla Carta del Servizio dell’Inuka Orthopedic Workshop. Sono stati effettuati 10 importanti incontri con dirigenti e responsabili di unità operative regionali di presentazione del progetto e dei nuovi servizi, e sono stati realizzati 16 incontri in altrettante assemblee di villaggio per la diffusione territoriale dei servizi. Sono stati stipulati tre accordi per l’invio di pazienti bisognosi di protocolli specializzati e la fornitura di ausili specifici.
  • Crescita della partecipazione civica e dell’interesse per le tematiche specifiche del progetto e le tematiche generale degli squilibri globali sud-nord del mondo, sul territorio della Provincia Autonoma di Bolzano.

Benché i costi connessi all’attività di diffusione sul territorio della Provincia di Bolzano siano stati esclusi da quelli ammessi in Convenzione, è stata comunque effettuata un’attività di sensibilizzazione territoriale a cura dei volontari di Gondwana Bewusstsein und Solidarität, imperniata in particolare sulla diffusione di un documentario audio-video realizzato in Tanzania e montato in Italia.

Il video, attraverso incontri in parrocchie e associazioni della Diocesi di Bolzano-Bressanone anche grazie al supporto organizzativo del Centro Missionario Diocesano, ha raggiunto circa 1.000 destinatari tra adolescenti, giovani e adulti.

Il Laboratorio ausili (Inuka Orthopedic Workshop of Wanging’ombe) è stato inaugurato a febbraio 2015, e da quel momento in poi ha regolarmente svolto la sua attività secondo gli standard funzionali attesi.

Ad oggi sono 310 i pazienti in prevalenza bambini e adolescenti che sono stati riforniti dal Laboratorio di sedie ortopediche e posturali, grucce, carrozzine, o che hanno fruito dell’implementazione di cicli fisioterapici basati sull’applicazione di ortesi quali splint e gambaletti in materiale termoplastico

Talita Kum - Alzati 2013

Attraverso il progetto è stato costruito laboratorio per la produzione di ausili ortopedici e riabilitativi. Il laboratorio oltre le attività produttive è diventato presto lo spazio per le azioni di capacity building con la formazione di artigiani e tecnici di fisioterapia.

Nel corso dell’anno si è costituito un network sanitario per la distribuzione dei presidi sull’intera area regionale, di produzione e applicazione diretta sulla popolazione disabile locale di ausili in materiale termoplastico e per la riabilitazione e la rieducazione funzionale e l’aumento delle autonomie motorie.

Ciò che in sintesi è stato realizzato, come da convenzione siglata con la Provincia, è una costruzione civile consistente in un atelier a  pianta rettangolare di un totale di 65 mq, ripartiti in due vani di cui un open space da adibire a laboratorio ausili e un vano da adibire ad ambulatorio/dispensario medico per l’applicazione di ausili (gambaletti in materiale termoplastico e altri presidi della riabilitazione). È stata inoltre costruita come da progetto una seconda struttura adiacente di mq 34, adibita a magazzino per lo stoccaggio dei prodotti. La costruzione è stata realizzata su un terreno adiacente al Centro di Riabilitazione di Wanging’ombe,  gestito da Gondwana in consorzio con la Diocesi di Njombe (Njombe Development Office). Il terreno è nella disponibilità della Diocesi, ed è stato conferito al progetto per la durata di venti anni.

Il fabbricato è completamente privo di barriere architettoniche ed è munito di una rampa di accesso ai due ingressi disposti lungo il lato corto della costruzione.

Gli ambienti interni sono inoltre dotati di un bagno di 4,5 mq, accessibile alle persone con disabilità.

 

 

 Per la costruzione, realizzata in muratura e pilastri in muratura su cordolo di fondazione superficiale in cemento armato, sono stati utilizzati esclusivamente materiali locali, ad elevata sostenibilità ambientale, quali mattoni in terra cotta locale per le murature e le metrature interne, fabbricati sul posto, e copertura con capriatura in legno d’eucalipto.

È stata integralmente rispettata la previsione di spesa del progetto pari a € 32.277,81 di cui € 21.000,00 cash a titolo di finanziamento concesso dalla Provincia Autonoma di Bolzano, € 3.953 cash a titolo di compartecipazione della proponente e € 6.000 in forma di valorizzazione del terreno concesso in comodato pluriennale.